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Taekwondo: tra filosofia e disciplina

Sin da piccoli i coreani assistono, con piacere o no, alle narrazioni di storie o episodi legati all’etica nazionale in varie circostanze. Così crescono formando le proprie identità in base agli insegnamenti delle idee tradizionali.
Le idee fondamentali tra quelle sono le seguenti:

HONGIK INGAN (홍익인간; 弘益人間)” è l’idea della fondazione del Gojoseon, la prima dinastia del popolo coreano, fondata nel 2333 a.C. Il suo significato è ‘grande contributo della beneficenza per l’umanità‘.

SESOK OGYE (세속오계; 世俗五戒)” sono i cinque comandamenti per la vita laica, che il monaco Wonkwang elargì agli Hwarang, i giovani figli dell’élite della dinastia Silla:
-SAGUN ICHUNG (사군이충; 事君以忠) : Servire il re con fedeltà
-SACIN IHYO (사친이효; 事親以孝) : Servire i genitori con dovere filiale e con devozione
-GYOWOO ISIN (교우이신; 交友以信) : Instaurare l’amicizia con fiducia
-IMJEON MUTOI (임전무퇴; 臨戰無退) : Non ritirarsi davanti alle battaglie
-SALSAENG YUTAEK (살생유택; 殺生有擇) : Scegliere con saggezza se uccidere o salvare

SAMGANG (삼강; 三綱)” sono i tre codici della condotta:
-GUNWI SINGANG (군위신강; 君爲臣綱 : Il principio è che i sudditi devono servire il re
-BUWI JAGANG (부위자강; 父爲子綱 : Il principio è che i figli devono servire i genitori
-BUWI BUGANG (부위부강; 夫爲婦綱 : Il principio è che la moglie deve servire il marito

ORYUN (오륜; 五倫)” sono i cinque rapporti etici:
-BUJA YUCIN (부자유친; 父子有親) : Ci deve essere intimità fra i genitori e i figli
-GUNSIN YUEOI (군신유의; 君臣有義) : Ci deve essere giustizia fra i re e i sudditi
-BUBU YUBYUL (부부유별; 夫婦有別 : Ci deve essere distinzione fra il marito e la moglie
-JANGYU YUSEO (장유유서; 長幼有序 : Ci deve essere ordine fra gli anziani e i giovani
-BUNGWOO YUSIN (붕우유신; 朋友有信 : Ci deve essere fiducia fra gli amici

Questi concetti, che sono derivati dalle varie dottrine religiose (in particolare dal buddismo e dal confucianesimo), valgono ancora nel mondo moderno coreano e condizionano il modo di pensare del popolo coreano.

I dieci comandamenti del taekwondo

Quindi, è naturale che questi insegnamenti siano fusi profondamente nella filosofia dell’arte marziale coreana, in particolare nel Taekwondo, che la maggiore parte dei bambini coreani pratica.
Se vogliamo un esempio il Muddokwan, che era la più grande scuola di Taekwondo in Corea, ha imposto i dieci comandamenti agli allievi per il loro principio spirituale di arte marziale:

1.Lealtà per il proprio paese
2.Doveri filiali per i genitori
3.Benevolenza fra i coniugi
4.Aiuti reciproci fra i fratelli
5.Rispetto e cura fra anziani e giovani
6.Fedeltà fra i maestri e gli allievi
7.Fiducia fra gli amici
8.Saggia valutazione fra il bene e il male
9.Non ritirarsi davanti alle battaglie
10.Impegnarsi per raggiungere il proprio obiettivo

Se qualcuno mi chiedesse perché un praticante di arte marziale deve imparare questi insegnamenti filosofici riguardanti genitori, re, fratelli e amici, gli spiegherei che cos’è l’archetipo del cosiddetto ‘arte marziale‘.
La parola ‘arte marziale’ è la traduzione del cinese ‘武 (marziale) 術 (arte, tecniche)’ che si legge ‘musul’ in coreano e ‘wushu’ in cinese.
Ma la prima sillaba 武, è la combinazione di due parole, 戈 (lancia) e止 (cessare, essere calmo), che in realtà significa ‘cessare o fermare l’atto di attacco’. Perciò si può dedurre la traduzione più precisa della parola ‘musul’ come ‘la tecnica di riconciliarsi in pace’.

Dunque, non vediamo che questa ultima traduzione è consona agli insegnamenti filosofici sopradescritti?

Se tutti noi seguissimo bene questi insegnamenti non ci sarebbero litigi, conflitti e nemmeno gelosie, ma avremmo il corpo sano e la mente sana. In questo modo alla fine saremo delle persone che sapranno contribuire con pace e amore alla società. Questa è l’idea principale per cui noi pratichiamo questo tipo di disciplina.

In quest’ottica, personalmente preferisco usare il termine ‘武道 (mudo; marziale + via)’, che valorizza più la via della disciplina spirituale che le tecniche.
Ritengo che la traduzione imprecisa della parola “arte marziale” sia dovuta agli occidentali che ne hanno visionato solo la prestazione esterna non sapendo osservare l’intrinseco di questa disciplina, che purtroppo si sta disperdendo anche in Corea.

Oggigiorno l’arte marziale è considerata sempre più come sport che come disciplina spirituale ed è legata molto al capitalismo.

Non posso negare il fatto che la società e la cultura siano sulla scia della continua evoluzione, ma vedere quei calci veloci e alti, senza attacchi di pugno e senza anima disciplinare nell’ultima olimpiade, mi ha ricordato che ai miei tempi, quando ero cintura bianca, pulivo ogni giorno il pavimento di legno con il mocio prima dell’arrivo del maestro e dei miei superiori per iniziare la lezione.

Cho Min Sang

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